top of page

Tiziano Torri, sfido me stesso con "Aereoplani" - Intervista


«Aereoplani è una sfida verso me stesso, dopo anni passati a scrivere canzoni destinate solo a pochi intimi, rappresenta la mia uscita allo scoperto come cantautore. È un brano in cui risiede un grido di speranza, mi auguro possa diventare la canzone da dedicare a chi si ha accanto ogni giorno, o perché no, che magari dia la forza per inviare quel messaggio che non si ha mai avuto il coraggio di mandare»


È con queste parole che Tiziano Torri ci presenta il suo singolo d’esordio “Aeroplani”, disponibile in rotazione radiofonica già dallo scorso 5 febbraio. Tiziano Torri è un cantautore e studente universitario. Fin da bambino ha sempre nutrito una grande passione per tutto ciò che gli permette di esternare la sua creatività, in particolare la musica. Inizia a scrivere le sue prime canzoni all'età di 15 anni ma le custodisce per sé, solo quest’anno decide di pubblicare il suo primo singolo “Aeroplani”. Ne abbiamo parlato con lui:


Ciao Tiziano. “Aeroplani” è un singolo attraversato da un forte senso di malinconia. Quanto fa parte di te questa emozione?

La malinconia è un’emozione che mi accompagna da molto tempo, fa parte di me ormai, è un’emozione forte che a volte si fonde con la nostalgia e non la ritengo una cosa fortemente negativa.


Se dovessi riassumere la tua visione artistica in una sola frase, cosa diresti?

Il coraggio di essere veramente se stessi e liberi quando si crea.


Come hanno reagito la tua famiglia e i tuoi amici quando hanno saputo che saresti finalmente uscito allo scoperto?

I miei genitori sono stati i primi a saperlo ed erano molto entusiasti, mentre i miei amici sono stati fondamentali nel farmi fare il passo di uscire allo scoperto.


Qual è la prima cosa che faresti se ti dicessero che a partire da domani la musica sarà la tua occupazione principale?

Farei dei viaggi in varie località per conoscere nuove culture e nuove persone per poter magari raccontare le loro storie e le mie emozioni e rinchiuderle in un album.


Visto che si parla di aeroplani… qual è il più bel viaggio che hai fatto?

Sicuramente l’America, sono stato un mese a Boston per studiare l’inglese, avevo 15 anni ed ero affascinato da questi grattacieli, dalla cultura americana, dai musei. Lì ho conosciuto persone di varia nazionalità che porterò sempre nel cuore. Spero di tornare presto a viaggiare appena sarà finita quest’emergenza sanitaria.


bottom of page