top of page

"RUN" IL NUOVO SINGOLO DEGLI ELEKTROSTAL - INTERVISTA



É uscito domenica 29 gennaio 2023 il nuovo (secondo) singolo del progetto Elektrostal dal titolo "RUN", il trio composto da Kole Laca su Synths/Efx, William Nicastro al basso e Marco Quarantotto alla batteria. Impulsi nuovi che si aggiungono alla scena underground: quella dei locali fumosi e sotterranei, quelli dove si fuma tanto, non si parla più di generi (non è così semplice dividere la musica in jazz o elettronica...), e dove si balla anche parecchio. Elektrostal nasce una jam session lunga tre giorni in un bosco in Liguria, e ci porterà presto ad un nuovo disco.


Abbiamo incontrato Kole Laca per chiedergli qualcosa sul questo nuovo progetto, ci mandato le risposte dopo un mese ma aveva un’ottima motivazione. Ecco com’è andata!


Perchè “Emocionalna nestabilnost” parla di voi? E perchè avete pensato che potesse essere il singolo giusto per portarci per la prima volta nel vostro mondo?

Perché dal momento in cui abbiamo deciso di fare un disco al momento in cui l’abbiamo fatto, sono trascorsi almeno dieci anni. Ma poi il disco l’abbiamo fatto in tre giorni. L’abbiamo mixato solo grazie alla pandemia, altrimenti sarebbero passati altri dieci anni, e stiamo pubblicando i singoli dopo due anni che il disco è pronto. Un brano che si chiama “Instabilità emotiva” credo che rappresenti abbastanza bene questo percorso, no?

Cosa significa avviare un progetto musicale senza un’etichetta discografica? E quale può essere il ruolo di un’etichetta nel 2022?

Significa che di certe cose, come la promozione, si occupa l’etichetta e tu, musicista, hai il tempo di rispondere a questa intervista in maniera tempestiva e non dopo due mesi!

Che cosa vi rende instabili? E, più in generale, cosa pensate renda instabile la scena musicale indipendente, oggi?

In verità a me la scena musicale indipendente mi sembra abbastanza stabile: produce banalità, come quella commerciale, che fanno successo ma siccome sono suonate male si chiamano “indipendenti”. Mi sembra un pattern che si ripete da almeno vent’anni perciò abbastanza stabile direi. Con qualche eccezione: Iosonouncane, per nominarne uno ed educarne cento.

Possiamo definire “jazz” quello che fate? Oppure come?

Sono tutte improvvisazioni alle quali abbiamo tolto il superfluo e tenuto solo le parti che a noi sembravano interessanti e a cui si poteva dare una forma. E’ così che sono diventati “brani”. Perciò sì, si può chiamare “jazz”.

Cosa potete anticiparci del disco che sta per uscire?

Possiamo anticiparvi che non è detto che esca! Insomma, per ogni cosa che abbiamo fatto sono passati dai due a dieci anni perciò anche l’uscita del disco potrebbe adeguarsi alla nostra instabilità emotiva.




Post recenti

Mostra tutti
bottom of page